Vangelo del giorno “Giovedì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)”

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,31-35)


Non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.

In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».
Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».

Parola del Signore

Riflessione:

Miei cari fratelli e sorelle, oggi gettiamo uno sguardo su noi stessi e vediamo fino a che punto siamo invischiati dal desiderio di far piacere al nostro io e soltanto a lui. Come constatarlo facilmente? Basta guardare il sentimento di dispiacere che proviamo quando qualcuno ci contraddice. Che amara scoperta faremo. Sapete il perché? Quello che proviamo si chiama egoismo!
Si avete capito bene! A noi non interessa il pensiero altrui – se non è per compiacerci – la nostra attenzione e preoccupazione è rivolta sempre e solo a noi stessi, al solo amor proprio, un continuo apparire in un mondo troppo effimero e zeppo d’illusioni. La verità è che non riusciamo proprio a donarci fino in fondo all’altro senza riserve, la nostra è sempre un’accoglienza fino all’uscio della porta, sempre al confine, fuori dal nostro cuore. Questa mancanza di libertà interiore nella prova cari fratelli, spesso è cosi radicata in noi che nemmeno più ci accorgiamo del dominio che esercita nel nostro cuore, restiamo vittime di un sistema che fa del possesso e dell’egoismo il suo punto di arrivo. Però carissimi, possiamo, anzi dobbiamo uscirne fuori, pensando che tutto ciò che ci succede – sia o no importante – ci è mandato da Dio per aiutarci nella lotta. Lui solo sa quello che ci è necessario e di cosa abbiamo bisogno nel momento delle avversità o della prosperità, in quello della tentazione o della caduta. Nulla avviene per caso, non c’è nessun avvenimento da cui non abbiamo da imparare qualcosa.
Non c’è nulla e nessun Erode del momento che potranno distoglierci dal compiere la missione che Dio Padre ci ha affidato, perché siamo anche noi “Benedetti nel nome del Signore”!

Buona giornata nel Signore!

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