Vangelo del giorno “Giovedì della XXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)”

Scritto da davide moreno

10 Settembre 2020

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,27-38)
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Parola del Signore

Riflessione:

Miei cari fratelli e sorelle, vi va di leggere un po’? Stamani sono stato un po’ più lungo. Il motivo è che oggi non è per niente semplice comprendere questo brano del Vangelo.
Gesù ci propone un eccesso: voler bene i nostri nemici. Beh di primo acchito siamo portati a pensare che si tratti di pura utopia, una cosa impossibile da realizzarsi. Con molta probabilità il motivo di questa disamina è frutto di una riflessione fatta analizzando la nostra storia personale e constatando quindi di non esserci mai riusciti realmente.
Allora proviamo a capire cosa ci chiede Gesù. Per farlo però dobbiamo partire pensando quale strada Dio ha scelto per venire verso gli uomini, verso i suoi nemici. Lui ha scelto la via dell’amore, una strada di un amore così immenso al punto tale che ha trovato il suo culmine nella croce. Vedete, noi che crediamo in Cristo, dobbiamo per forza riconoscere la Sua croce come segno invincibile dell’amore di Dio verso tutti gli uomini. Quindi sia verso di noi, che verso i nostri nemici. Non penseremo mica che Dio ami più noi che i nostri nemici vero? La croce non è proprietà privata di nessuno, essa ci dice che Dio soffre proprio perché conosce le miserie e il dolore dei Suoi nemici e per loro ha dato il Suo Figlio amato. Ora vedete come con questa prospettiva diventa più semplice capire? Vogliamo provarci? Direi di si! Allora, quando incontriamo il nostro presunto nemico, proviamo subito a pensare che Dio lo ama. Per lui ha dato tutto.
Quindi anche noi dobbiamo provare a fare lo stesso, iniziando magari con l’accoglierlo e poi provare anche ad amarlo.
So che starete pensando: sisi belle parole ma è impossibile.
Vedete fratelli carissimi, proprio chi ci odia, chi si manifesta nostro nemico, ha più bisogno del nostro amore. D’altronde anche noi abbiamo bisogno dell’amore di Dio, no? Anche noi vogliamo che qualcuno ci voglia bene, vero? Allora proviamo sin da oggi a considerare il nostro nemico come colui che senza riuscire a dare voce alla sua preghiera ci chiede aiuto e noi siamo gli unici che possiamo veramente liberarlo dal suo odio. Come? Ripeto e insisto: con il nostro amore, quell’amore che ha origine in Dio, quell’amore che trova compimento sulla croce, quello stesso amore del Cristo crocifisso.
Non è impossibile, questo è il modus operandi di chi ama Dio, questo è il riconoscere che dietro minacce e pugni chiusi c’è un’incessante mendicare l’amore di Dio, c’è una disperata voglia di pace e fraternità.
Ecco che quindi carissimi fratelli, questo è quell’amore che ci fa sentire tutti figli dello stesso Padre e come tali tutti amati in ugual modo.
Vi saluto veramente gioioso, perché penso che non abbiamo altro traguardo a cui tendere se non quello di un amore che sa perdonare: d’altronde noi stessi per primi abbiamo sperimentato il dono del perdono.

Buona giornata nel Signore!

Potrebbe piacerti anche…

0 commenti

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list per ricevere la riflessione quotidiana sul Vangelo del giorno di davide moreno.

Consenso trattamento dati

Ti sei iscritto con successo!

Shares
Share This

Condividi

Condividi questo post con i tuoi amici!