VANGELO DEL GIORNO “Martedì della XXII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)”

Scritto da davide moreno

1 Settembre 2020

 + Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,31-37)
Non è costui il figlio del falegname? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?

 In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità. 
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. 
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

Parola del Signore

Riflessione:

Miei cari fratelli e sorelle, ben ritrovati! Come state? Vi ho ricordato nella preghiera e spero che stiate tutti bene e nella grazia di DIO! È stato per me un mese di attento discernimento, finito con un bel momento in cui ho fatto due chiacchiere con Gesù cuore a cuore ed ho compreso, che in certi momenti della vita si viene condotti dove mai si sarebbe immaginato di andare…
Vedete, è proprio vero, le vie del Signore non sono le nostre vie e quindi non ci resta che svuotarci e impoverirci di ciò che non conta, per riempirci della Divina Grazia.
Bene! Ripartiamo stamani con le nostre meditazioni, con un brano abbastanza forte, una pericope che ci interroga in prima persona mettendo in evidenza alcuni presupposti imprescindibili. Credete che basti frequentare una chiesa per essere credenti? Per definirsi cristiani? No! Vedete, definirsi cristiano, significa essere di Cristo, appartenere a Lui e quindi lasciarlo abitare in noi, nei nostri cuori, nei nostri pensieri, in ogni nostra azione! Altrimenti il rischio è di vivere una fede sbagliata, una fede apparente, una fede che diventa solo un eloquio che non ravvisa nessuna speranza. Questo logicamente ci espone a grossi rischi, in quanto indifesi, siamo attaccati dal demone della superficialità, dal demone che avvelena i nostri pensieri, dal demone che ci trasforma in portatori d’iniquità, di zizzania, di messaggi negativi e sterili. Un vivere che non fa altro che rendere non solo la nostra, ma anche la vita altrui infruttuosa di opere buone! Vedete, il Signore ci lascia il libero arbitrio, noi possiamo scegliere, magari possiamo iniziare con il domandarci anche noi: “che Parola è mai questa”?
La mia risposta è che questa è una Parola autorevole, autentica; una Parola che restituisce serenità; una Parola che agisce, viva e vivificante e lasciata abitare i nostri cuori orienta le nostre azioni; una Parola che svela la parte oscura e l’inganno che dimora nel nostro quotidiano; ma soprattutto fratelli carissimi, una Parola che ci libera dai demoni di una falsa fede!
Miei cari, oggi troviamo il tempo per il silenzio, il tempo per meditare la nostra scelta, affinché sia una scelta autentica; una scelta di adesione e di preghiera, una scelta che ci liberi da una fede fatta solo di ritualità e senso del dovere.

 

Buona giornata nel Signore!

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