Vangelo del giorno “Martedì della VII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)”

Scritto da davide moreno

25 Febbraio 2020

+ Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9,30-37)

Il Figlio dell’uomo viene consegnato. Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti..

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». 
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

 

Parola del Signore

 

Riflessione:

Miei cari fratelli e sorelle, quante volte nei momenti più difficili, prigionieri del divenire e presi dallo sconforto avremmo voluto comprensione, sostegno e incoraggiamento dalle persone che ci sono accanto, da coloro che ci vivono nel quotidiano, da chi riteniamo essere nostri amici: nente, solo “Silenzio”! Questa è stata la risposta che abbiamo ricevuto. La stessa condizione identica è per Gesù, i discepoli i suoi dodici più intimi, i prescelti, pur camminando sulla Sua stessa strada sono distanti, vivono altrove, non comprendono il Suo messaggio, circa la Sua passione.

Ecco che allora la stessa domanda che rivolge a loro: “di che cosa stavate discutendo per la via” coinvolge direttamente anche noi. Noi che troppo spesso siamo esposti alla pericolosa logica del dominio, della grandezza, e della bramosia di visibilità, di qualche like in più o di un follower guadagnato per la nostra banalità.

Fratelli carissimi, ci siamo dimenticati di aver lo sguardo sempre fisso alla croce e quindi alla logica del dono di sé. Molte volte ci capita di essere convinti di riuscire a superare ogni difficoltà con la semplice bravura ed eleganza, senza mai mettere in conto il sapore del fallimento. Però oggi carissimi, il Signore Gesù ci consegna un importante insegnamento, si mette da parte e non guarda al proprio dolore, rinuncia alla consolazione e ci offre una via d’uscita: l’idea del “servizio”. Un modello di vita che tende nel farsi “ultimi” ma allo stesso tempo fa essere “primi” nel servire. Questa operosità la faremo con amore e per amore, perché saremo ispirati dall’esempio della stessa vita del Risorto.

Buona giornata nel Signore!

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