“Mercoledì della V settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)”

Scritto da davide moreno

12 Febbraio 2020

VANGELO DEL GIORNO

Mc 7,14-23
Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo.

                                  Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Parola del Signore

RIFLESSIONE

Miei cari fratelli e sorelle, la pericope di oggi ci interpella in modo particolare, dunque è necessaria un’attenta riflessione. Non vi nascondo che ho letto più volte il brano che il Vangelo ci propone stamani, devo ammettere che è abbastanza complicato riuscire a trarre una sintesi nella complessità dello scritto. Tuttavia ci sono due verbi che hanno rapito particolarmente la mia attenzione “capire” e “comprendere”. Ma prima una piccola premessa: Ricordiamoci sempre, nulla di quello che appartiene al mondo e ci attraversa può contaminarci, se tutto quello che facciamo nella nostra vita è in relazione con Gesù. In questo modo, il nostro agire in forza a questa comunione, fa si che ogni cosa che produciamo sia pura. Torniamo ai due verbi: vedete fratelli carissimi, l’invito è esplicito, ci dice: “ascoltate me” e “cercate di capire”. Siamo messi di fronte a noi stessi, ai nostri atteggiamenti e ai desideri del nostro cuore. Questa è una Parola che ci pone di fronte alle nostre intenzioni profonde, quelle che motivano le nostre scelte e le nostre decisioni. Questa è una Parola che ci pone di fronte al nostro Signore e al Suo cospetto, non possiamo nasconderci anche se non ci conosciamo bene fino in fondo. Ecco allora l’invito a “comprendere”, riguarda principalmente alla conoscenza di noi stessi, al fine di poter ricevere come dono da Dio una più profonda intelligenza per vivere la realtà. Questo dono, ci permetterà di comprendere che la logica del possedere e del gestire – finanche quel mistero di Dio che è in noi – va abbattuta ed eliminata, cosi da poter essere invece investiti e trasformati dalla sconvolgente novità che è Dio, quando entra nella nostra vita.

Quindi miei cari, quando la parola di Dio ci raggiunge, ci pone in un principio nuovo di obbedienza: “ascoltate me”. In questo modo il principio dell’ascolto, sarà per noi un criterio di giudizio e di discernimento. Sarà un ascolto dei più deboli e dei più indifesi della società e della comunità. Sarà un ascolto dei veri bisogni dei fratelli. Sarà un ascolto del grido dei sofferenti e degli oppressi. Sarà un ascolto della parola di Dio che è Cristo, presenza risorta e viva in mezzo a noi. 

Buona giornata nel Signore! 

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