“31 Dicembre – VII giorno fra l’ottava di Natale”

Scritto da davide moreno

31 Dicembre 2019

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto

ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:

grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Riflessione:

Miei cari fratelli e sorelle, oggi sintetizzare è veramente difficile, gli argomenti sono tanti e tutti meriterebbero un ampio approfondimento, che lascio a voi l’onere. Tuttavia proviamoci con una chiave di lettura che inizia dal “Verbo tra gli uomini”, la Luce che ha come testimone Giovanni il Battista. Questa Luce, ci pone innanzi ad una scelta: rifiuto o accoglienza, incredulità o fede? Carissimi, obiettivamente il mistero dell’Incarnazione per essere compreso, necessita da parte nostra il desiderio di una richiesta allo Spirito Santo, affinché quel “Verbo fatto carne”, fatto nella debolezza, fragilità e impotenza dell’uomo, ci rivela nel volto di Gesù, l’amore infinito che Dio ha per noi. Quindi miei cari, chiudiamo l’anno con buoni propositi per il divenire, coltiviamo la nostra vocazione, quella di essere autentici testimoni dell’amore di Dio tra i nostri fratelli, non lasciandoci spaventare dagli assalti del nemico, che aumentano quanto più cresce la nostra determinazione e fede nel vivere questa vocazione. Una chiamata, che comprenderemo e sarà a noi sempre più chiara, grazie al fatto di sentirci intimamente amati da Gesù, da quell’amore che ci consente di affrontare qualsiasi ostacolo e qualsiasi nemico senza paura, quell’amore che ci da sicurezza e pienezza e su cui noi fondiamo la nostra fede.

Buon “Te Deum” a voi tutti!

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1 commento

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