Vangelo del giorno “Feria propria del 23 Dicembre”

Scritto da davide moreno

23 Dicembre 2019

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,57-66)

 

In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

 

Riflessione:

 

Miei cari fratelli e sorelle, penso che siamo oramai stanchi di essere spettatori inermi della nostra vita. Oggi ci viene offerta la possibilità di diventare i protagonisti, possiamo essere anche noi la voce, proprio come lo straordinario Giovanni, il Precursore. Possiamo essere se lo desideriamo realmente uno strumento, un segno di conversione per tutti. Tutto questo è possibile solo se ci nutriamo di quella Parola che da pienezza e che ci rende capaci di un annuncio vero attualizzato al tempo presente, chiaro, comprensibile e che evidenzi la luce, la speranza e la salvezza che esso contiene. Non servono tante parole, basta lasciare che quel seme germogli in noi ed evidenzi le nostre opere, dando un segno autentico dell’azione salvifica contenuta in quella parola. Ecco miei cari, penso che in questo modo riusciremo ad appagare la fame e la sete di infinito che ognuno di noi porta nel cuore. Non smettiamo mai di adoperandoci con desiderio nella continua ricerca di quella Parola autentica, capace di orientare le nostre scelte e che va dritto all’essenziale, spunta all’unica strada che conduce a Dio. Carissimi, stamani siamo chiamati anche noi a diventare Profeti ad essere un segno là dove viviamo, a dare voce all’infinito amore di Dio. Cosa aspettiamo? Coraggio c’è chi vuole sentire la nostra voce!

Buona giornata nel Signore!

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1 commento

  1. SOTU

    It’s hard to come by knowledgeable people about
    this topic, but you seem like you know what you’re talking about!
    Thanks

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