“Lunedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)”

Scritto da davide moreno

18 Novembre 2019

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,35-43)

Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». 
Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». 
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Riflessione:

Miei cari fratelli e sorelle, credo proprio che in fondo siamo tutti ciechi e tutti bisognosi di luce, di felicità, di un po’ di affetto, di un po’ di comprensione, e di un po’ di solidarietà. Vedete, però è inutile cercare soluzioni provenienti da chi che sia, non riuscirà mai a donarci niente che non sia solo illusione, inganno e proprio tornaconto. Penso che la cosa da fare sia mendicare con voce grossa la luce, quella vera, quella che illumina e riempie di colori la nostra vita. Gesù, non è infastidito dal nostro grido di sofferenza, perché è un grido di chi è desideroso di aprire gli occhi, di chi vuol vedere la luce, di chi è stanco di vivere nell’oscurità. Ed oggi carissimi, è il momento giusto, è un’occasione che dobbiamo prendere a volo, la Salvezza ci passa accanto e senza esitare un solo istante, dobbiamo trovare il coraggio come il cieco, di urlare e gridare forte la nostra fede. Gesù come ha agito con il cieco che lo “chiama”; lo ascolta ed esaudisce la sua richiesta, farà lo stesso con ognuno di noi. Ecco miei cari, mettiamoci anche noi in ascolto e accogliamo la Parola del Signore, questo ci renderà capaci di ascoltare e soddisfare il grido dei fratelli che sono nella sofferenza, nella fatica, di condividere la loro fragilità, cercando così a piccoli passi di accompagnarli da Gesù. Questa miei cari, deve essere la risposta al dono che abbiamo ricevuto: un agire vivo e operoso della chiamata di Dio, che diventi riflesso della Sua presenza, ma anche portatori dell’unica e vera speranza, la luce di quella Parola del Vangelo, che salva, trasforma e guarisce, quella Parola che ci rende compagni di viaggio di chi vive nella sofferenza, nella solitudine e nell’oscurità. Cari Fratelli e sorelle, questa sarà la nostra vera testimonianza: la fede e la speranza, vissuta con carità. 

Buona giornata nel Signore!

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