“Venerdì della XXXI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)”

Dal Vangelo secondo Luca (16,1-13)

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: 
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. 
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. 
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. 

Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. 
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Riflessione:

Miei cari fratelli e sorelle, poche parole per arrivare al nocciolo del problema! Noi ascoltatori ed amici di Gesù, sappiamo bene che la “ricchezza“, quella vera è solo una questione di cuore e non di portafogli. Quindi è inevitabile e aggiungerei necessario, porci stamani qualche domanda: come usiamo noi il “denaro“? Quale posto occupa nella nostra vita interiore? Meditiamo insieme e prestiamo attenzione, perché il “denaro“, se non vissuto e collocato nella giusta dimensione di grazia, può avere effetti devastanti per il nostro cammino di fede. Infatti, può renderci schiavi, prigionieri dell’egoismo, dell’inganno, dell’illusione che genera, perché promette cose che non potrà mai in nessun modo mantenere. Cari fratelli, schiodiamoci dalle preoccupazioni del quotidiano e badiamo all’essenziale, impariamo a gestire le nostre “risorse preziose” con intelligenza, sapienza e generosità, in quell’altruismo a favore di chi è nel bisogno, pur ben sapendo che a volte la povertà non risiede solo nelle cose materiali, ma anche in special modo nella solitudine, in quella sofferenza che è generata dalla mancanza di amore. Quindi carissimi, oggi è il nostro giorno, la nostra opportunità, l’occasione di vivere liberi dal desiderio del “denaro” e “dell’egoismo“, oggi è il giorno di iniziare ad accumulare la vera “ricchezza“, dando al Cristo Risorto il “primo posto” nella nostra vita, oggi è il giorno dell’essere giusti, e di esserlo non nell’apparire ma nell’essere, iniziando dagli affetti del nostro cuore e dalle scelte della nostra vita.

Buona giornata nel Signore!

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