“Martedì della V settimana del Tempo Ordinario”

Scritto da davide moreno

12 Febbraio 2019

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 7,1-13)

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. 
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». 
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». 
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

Riflessione:

Miei cari fratelli, quante volte anche noi ostentiamo con lo stesso coraggio del fariseo, la nostra fede precettuale ai nostri fratelli? Ma come, invitiamo Gesù ad abitare la nostra vita e poi misuriamo la nostra fede in base ai nostri gesti esteriori? Pensiamo di salvarci per le nostre pratiche religiose e osservanze legate a tradizioni devozionali? No, non funziona così! Fratelli mie cari, se desideriamo realmente metterci alla sequela di Gesù, dobbiamo essere coerenti, essere in assoluta sintonia fra il dentro e il fuori, fra quello che diciamo e quello che viviamo, altrimenti il rischio di vivere una vita interessata più all’apparire che all’essere è forte. Fratelli credetemi, se accogliamo il Vangelo guarderemo tutto con il cuore, la nostra fede sarà operosa nella Carità dando in elemosina la nostra stessa vita, una vita spesa per i nostri fratelli in un amore vero, in un amore gratuito. Coraggio fratelli, oggi cogliamo quest’opportunità, mettiamoci in gioco a lavoro, a scuola, per strada, ovunque ci troviamo e iniziamo regalando un sorriso e una stretta di mano a chiunque e dico chiunque incontriamo. Questo segno di accoglienza farà bene al ricevente, ma ancora di più a noi donatori, che in libertà abbiamo scelto e preferiamo più una povertà autentica che una ricchezza falsa!

Buona giornata nel Signore!

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